Si chiama “I Bologna”, non è a Bologna ma è invece una meravigliosa storica trattoria a Rocchetta Tanaro, provincia di Asti. Ed è l’insegna di proprietà del ramo ristoratori della piemontesissima famiglia Bologna, il ramo di Carlo.
L’altro ramo è quello di Giacomo Bologna, fratello di Carlo, fondatore dell’azienda vitivinicola Braida e artefice della gloria internazionale della Barbera con vini celebri e celebrati e altri notevoli rossi e bianchi.
Giacomo fonda nel 1961 l’azienda vinicola Braida, che prende il nome dal gioco del pallone elastico, altra eccellenza piemontese. E con Barbera come La Monella prima e con il Bricco dell’Uccellone (1982) seguito dal Bricco della Bigotta (1985) e da Ai Suma (1989), sarà per sempre ricordato come un gigante del Piemonte vitivinicolo che rinasce negli anni ‘80.
Giacomo diceva, e questa sua frase è stra-citata:
“Costruitevi una cantina ampia, spaziosa, ben aerata e rallegratela di tante buone bottiglie, queste ritte, quelle coricate, da considerare con occhio amico nelle sere di primavera autunno e inverno sogghignando al pensiero di quell’uomo senza canti e senza suoni senza donne e senza vino, che dovrebbe vivere una decina d’anni in piu’ di voi…”


Ora la Braida – azienda vitivinicola e l’omonimo Wine Resort – sono il prospero regno dei figli di Giacomo: Raffaella Bologna con il marito Norbert e il fratello Giuseppe Bologna enologo. E si affaccia al management anche la generazione successiva.
Ma torniamo alla tavola.
Com’è la trattoria i Bologna e come si mangia

La trattoria I Bologna, fondata nel 1954, è il regno di Carlo Bologna, che sovrintende personalmente all’accoglienza. La moglie Mariuccia ha le mani (prodigiose) in pasta e confeziona ogni giorno plin, agnolotti, tajarin. In cucina regna il figlio Beppe, cuoco, mentre la moglie Cristina è in sala.

Parliamo di un luogo e di incontri che hanno fatto storia. Grande amico di Luigi Veronelli, Giacomo Bologna lo chiamava “Il Vangelo”. La proposta è piemontesissima e lo è impeccabilmente, con qualche tocco creativo. Non mancano assolutamente mai i piatti della grande tradizione.

C’è un menu degustazione di 6 portate a 55 € che attira molti, anche perché mangiando à la carte, si supera facilmente questa cifra, dato che tutte le portate, tranne i dolci oscillano intorno ai 20 €.
Noi comunque questa proposta l’abbiamo onorata, ospiti di una cena mista stampa-amici-produttori-sommelier, insomma una tavolata composita quanto basta, pasteggiando con vini della casa e non. Per esempio, l’Alta Langa Valentino, Metodo Classico cantina Rocche dei Manzoni al primo brindisi.
Il benvenuto e gli antipasti della trattoria I Bologna

E via, piemontese il benvenuto: un tris cracker con burro all’origano, ravanello sormontato da maionese alle olive e un fiorellino di timo, fette di salame. O giardiniera per i non carnivori.

Grissini fatti in casa, lingue di suocera, pane paesano. E olio EVO in armonia, un monocultivar da olive taggiasche Frantoio Venturino.

Giro di antipasti: chi prende paté, chi tartare di Fassona, chi peperone cotto al forno con acciughe, chi aggiunge un assaggio di trippa.

Nei calici, La Regina 2024, da uve Nascetta cantina Serradeifiori, che è un’altra iniziative della famiglia Bologna congiuntamente con la famiglia Giacosa di Neive. La Nascetta è un vitigno langarolo ultra locale di cui si sta sperimentando l’invecchiamento. Un parallelo di quanto è avvenuto con il Timorasso. A proposito di Nascetta, il 13 giugno è giorno dedicato a questo vitigno, con il Festival Nas-cëttaland al Castello di Novello (CN). Se foste in zona…
I primi piatti piemontesi appena fatti

A seguire, i primi, un trionfo di Piemonte e pasta fresca. Le preferenze si dividono tra plin conditi burro e salvia e tajarin al ragù. Lo dico sempre: quando in una pasta ripiena intravedo il ripieno dietro la sfoglia sottile che si corruga leggermente, è un segno divino. Infatti, plin da applauso.

Per me, Triangoli di sfoglia alle ortiche ripieni di ricotta di pecora e pistilli di zafferano deliziosamente profumati al limone.
I secondi, i vini e un po’ di storie di paese

Con i secondi arrivano in tavola due rossi Piemontesi: Vigna del Parroco, un Ruchè di Castagnole Monferrato annata 2022 e La Bigotta, Barbera con dedica a una perpetua piuttosto vivace. Molti dei vini della Braida narrano storie di paese di preti di vescovi di amanti clandestini e famiglie importanti.

E quindi, qualcuno prende vitello tonnato. Tenero, rosato, con la salsa tonnata trionfante in un ciuffo a centro piatto. Qualcun altro filetto al pepe verde con contorno di patate al rosmarino.

Io prendo gli asparagi verdi più sodi belli e buoni che potessi desiderare, bevendo il Timorasso della casa. Spoiler: Timorasso e asparagi stanno bene insieme. Per affinità. Intanto, accanto al tavolo, si palesa un’enorme forma di Gorgonzola dolce di Guffanti per ospiti interessati ad attingere. Gli ospiti attingono. Godurioso anche in purezza.
Dulcis in fundo con I Bologna

Il Bunèt de I Bologna è bicolore giallo limone-cioccolato. C’è anche chi preferisce un piatto di formaggi e può contare sulla superba cugnà fatta in casa (mosto d’uva bollito per 10-12 ore, frutta fresca a pezzi e frutta secca, scorze d’arancia, nocciole, noci. Più tutte le varianti individuali che sono la firma di ogni famiglia).

Ma la pasticceria secca e i tartufini di cioccolato fanno gioire un po’ tutti. Un Passito della cantina Marenco di Strevi ci saluta quasi, ma chi vuole può anche concludere con la grappa invecchiata Bricco dell’Uccellone.
Non solo vino: un progetto bellissimo Braida + Botti Gamba

È il progetto di un bosco. Di querce. E guarda all’alba del domani, non all’immediato. Intatti Braida e Botti Gamba, altra grande e prestigiosa eccellenza piemontese, hanno dato vita nel 2019, su terreni Braida, a una piantumazione di querce che è impegno per le generazioni future.
La prospettiva è a 150-200 anni. Allora ci sarà il primo taglio di legno per botti. Il vino del prossimo secolo e forse di quello successivo.
Al Wine Resort della Braida una colazione che è una collezione di produttori e fornitori pazzeschi

Fa fede la lavagna in foto. E fa fede il sapere enciclopedico della signora Giuliana, governante del Resort.
È stata lei a inviarci presso alcuni dei suoi produttori preferiti.
Come Borgo Affinatori per yogurt e formaggi a Monfallito (AT).
O il Salumificio, anzi agrisalumeria Luiset per i salumi e gli affettati (famosa la loro salsiccia da passeggio) o l’Apicoltura Brossa per il miele, entrambi a Ferrere.
Come l’azienda agricola Massarone A Montafia (AT) per gli ortaggi e la frutta.

Trattoria I Bologna. Via Nicola Sardi, 4, 14030 Rocchetta Tanaro AT. Telefono: 0141 644600. Facebook
Braida di Giacomo Bologna. Via Roma, 94, 14030 Rocchetta Tanaro AT. Telefono: 335 155 9195. Instagram
Braida Wine Resort. Via Case Sparse San Bernardo, Frazione Asinara, 33, 14030 Rocchetta Tanaro AT. Telefono: 328 233 4387. Facebook









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