A sentire il vice-ministro Michel Martone “provocare” durante la giornata dell’apprendistato organizzata dalla Regione Lazio nell’ex opificio della Telecom, qualcosa mi ha girato. E non proprio tutto all’altezza delle palle degli occhi.

Riassumo per coloro che non hanno seguito gli hashtag #Martone e #sfigato con le parole riportate da Repubblica:

Dobbiamo dire ai nostri giovani – dice il vice della Fornero – che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchione è bello, almeno hai fatto qualcosa.

Lascio ai critici del pensiero sociale e solidale le affermazioni del giovane 38 enne già vice-ministro di cui potete leggere un pronto ritratto di Susanna Turco in cui si rimanda ad amicizie e a meccanismi oliati che avrebbero permesso al giovine di arrivare al dottorando a soli 23 anni (sì, confesso, a quell’età stavo ancora a girovagare sotto i portici di via Zamboni), ma un dubbio mi è venuto: a quale età si diventa chef affermati, casomai dopo aver frequentato un bell’istituto professionale per non deludere il vice-ministro secchioncello?

Insomma, Lorenzo Cogo ha aperto il suo El Coq e ha soli 25 anni. Dicono sia bravissimo, ma tanto per darvi un’idea la Guida del Gambero Rosso gli ha assegnato una modesta forchetta e un 76/100.

Meglio Pier Giorgio Parini, amatissimo su queste pagine che ha preso la sua prima Stella Michelin a 33 anni. Potrebbe funzionare la stella come laurea? Non sono 28 anni, ma pur giovane sarebbe.

So che state pensando a Massimiliano Alajmo, enfant prodige della cucina italiana che nel 1996 a soli 22 anni prende 2 stelle Michelin e nel 2002, giusto a 28 anni, prende la terza stella Michelin: laurea, dottorato e cattedra, insomma. Rientra nelle statistiche di Michel Martone.

Quindi penserete voi, i Jeunes Restaurateurs d’Europe saranno tutti enfant al di sotto dei 28 anni. Sbagliato. Sono giovani fino al 37°anno d’età. Under 40 come il giovane esponente del governo italiano.

Vediamone qualcuno:

Ora mica mi vorrete dire che superati i 28 anni sono tutti sfigati perchè vorrei essere sfigato come uno di loro. E sicuramente ne avrò dimenticati un altro centinaio che non saranno ai super vertici ma hanno molto da dire.

8 Commenti

  1. ….e mettiamoci pure Mattia Spadone del ristorante La Bandiera. L’unico “fenomeno” che abbiamo in Abruzzo: 21 anni ma classe, gusto e creatività ai massimi livelli. 1 stella (per il momento…)
    Giusto Box?

  2. Bisognerebbe spiegare a quest’uomo dotato di favella sfigata che la riforma universitaria adottata qualche anno fa, oltre a rendere “cretina” l’istituzione stessa, con i programmi ridotti a un terzo e le lauree a mo’ di raccolta-punti, serviva proprio ad allungare i tempi necessari a laurearsi, a tenere più lontani i giovani dal mondo del lavoro, a prolungare la loro permanenza tra i banchi e i libri, perché il sistema-lavoro in Italia già era un colabrodo, con tutto il rispetto per il brodo…

  3. Io ho 28 anni compiuti a novembre, gestisco un ristorante con discreto successo, ambisco a migliorarmi giorno dopo giorno, ho ottenuto la seconda forchetta sulla guida del GR quest’anno e spero di andare avanti e seguire la strada intrapresa! Ma ad essere sincero non mi sento uno sfigato come dice il super vice ministro…anche xkè a differenza sua, lavoro 16 ore al giorno e vivo alla giornata…a differenza sua che tra una spinta e l’altra oggi guadagnerà fior fior di euris forse mettendo un paio di firme al giorno al calduccio nel suo ufficio dietro ad una bella scrivania!!!

    • ha risposto a Marco Cameli:
      Infatti non ce l’ha con chi come te a 28 anni lavora.
      Tralasciando un attimo la quota 28 che potrebbe essere 30 o quello che vi pare, e sorvolando su eventuali spintarelle avute dal Martone per salire sul pulpito da cui oggi ci illumina, arrivano solo a me curriculum di 35enni (per dire) con 11 mesi (di nuovo per dire) totali di lavoro nella propria vita, che in assoluta tranquillità, e forse anche con un pizzico d’orgoglio, dichiarano di essere quasi laureandi in scienza delle comunicazioni (ari per dire)?

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