salame sulla pizza

Guerra dei Pizzaioli: Morzicus e il Grande Salame sulla pizza e nel calzone

Un grande salame per una pizza o meglio per il calzone: la saga della Guerra dei Pizzaioli nel nuovo tagliente capitolo e scontro di civiltà

Pizzerie

“Come ha ardito l’infido Scriba giudicare la mia pizza dell’altro Golfo?”. Morzicus arringava il popolo festante che alzava il pollice in segno di accondiscendenza. “Che le mie parole e i mei lazi lo raggiungano ovunque esso sia”, incitò ringhioso allungando il simbolo del potere: il Grande Salame da pizza.

Ovazione e selva di pollici. “Morzicus, Morzicus”, scandiva la folla mentre lui si girò verso o schiavo del pallottoliere. “Quanti pollici, ordunque”.

“Lazzi, sire, non lazi”, gli fece preoccupato che qualcuno in quell’ordalia di braccia e di gambe potesse annodare una corda a mo’ di cappio.

“Lazi o razzi poco importa”, urlò di rimando, “l’importante è che sia schiacciato dai pollici come io schiaccio le noci. “Sire, non c’è partita. Non sembra nemmeno accorgersene. I gufi sono tornati senza risposta”. 

“Bene, è schiacciato. Così la prossima volta ci penserà. Solo io posso fare le pizze e criticare quelle degli altri, pizzaioli o cuochi non importa”, tuonò mentre la voce rimbalzava da un angolo all’altro dell’anfratto. “Dall’oriente noi dobbiamo conquistare l’occidente perché non ci sia più differenza tra l’una e l’altra pizza. E un giorno ci sarà solo la pizza del Grande Oriente”.

“Sire, il popolo si attende un deus ex machina, la prego. Non distolga l’attenzione dal percorso”, gli sussurrò la Voce del Grillo Parlante.

“Hai ragione mio consigliere. Cosa abbiamo in programma oggi?”, chiese mentre guardava fisso nella camera del pittore che ornava l’anfora dell’olio con le genti plaudenti e i pollici.

Il Grande Salame per la pizza, anzi, per il calzone

La pizza e il salame

“Il Grande Salame. È venuto il momento del Grande Salame sulla pizza”, gli rispose gonfiando il petto.

“Niente pizza, o Voce, questa volta facciamo le cose in grande: voglio il Grande Salame nel calzone. Ricordatelo sempre: ut pagatio sic pittatio”, ringhiò.

salame tagliato

“Ma sire, anche se noi lo chiamiamo Grande Salame sappiamo bene che esso è solo il Grande Salamino”, fece la Voce.

“Lo sappiamo, lo sappiamo”, si spazientì Morzicus. “Ma noi dobbiamo far vincere l’idea del popolo che si riconosce in me e solo me vuole. La pizza del popolo è quella che loro pensano di chiedere e di volere ma siamo noi che gliela diamo. Grande Salame o Grande Salamino è la stessa cosa. Non se ne accorgerà nessuno perché nessuno ha mai visto il Grande Salame, men che meno sulla pizza. Figuriamoci nel calzone”, arzigogolò Morzicus.

“O mio sire, ho forse la soluzione!”, esclamò la Voce che si era dato una gran pacca sulla fronte. “C’è un uomo che forse è dell’antica stirpe dei Pelasgi che porta con sé un Grande Salame. Io non so se sia il Grande Salame che fa vincere tutte le battaglie. Ma più grosso lo è di sicuro”.

“Ma che dice la vestale dei salami?”.

“Che è un Grande Salame che va benissimo per la pizza. E anzi ne ha magnificato le lodi proprio per il calzone”, fece la Voce mimando il gesto dell’ombrello.

La festa del Grande Salame

il taglio del salame e la pizza

“E allora che stiamo a perdere tempo? Che si dia inizio al rito della stesura e al taglio del Grande Salame. Sarà il deus machina più machina che mente umana abbia mai potuto pensare. Convoca l’antico e nobile pelasgo e la vestale. Faremo un rito propiziatorio di pollici. E che tutti ne abbiano un pezzo per condividerlo con gli altri. Sarà il segno della battaglia vinta del Grande Salame. Anzi, mandate anche un gufo allo Scriba e che la festa abbia inizio. Tu, schiavo del pallottoliere, non mancare un solo pollice che altrimenti a volare sarà la tua testa”, esultò.

Le libagioni durarono tre giorni e tre notti. Il Grande Salame fu portato in trionfo anche se il nobile Pelasgo disse che lo aveva comprato per la traversata nel deserto da uno di quei mercanti che li vendevano grossi quanto in giorni necessari di marcia. E che nessuna differenza vi era con simili manufatti che erano alla portata di tutti. Se ne sarebbero accorti se solo avessero allungato lo sguardo oltre il proprio buco dell’ombelico.

Ma ormai era festa. E il Grande Salame era finito nel calzone del popolo, nuovo vitello d’oro di inimmaginabile salvezza dell’imaginifico creator.

La Battaglia di Salamina

salame

“Che ti avevo detto”, soggiunse Morzicus alla Voce mentre le ultime fiaccole e i pollici si disperdevano all’orizzonte ebbri di parole e di vino. “Solo il Grande Salame nel calzone poteva superare il Grande Salame sulla pizza!”.

Nel mentre lo schiavo del pallottoliere portò il gufo. “C’è la risposta, sire”.

“Leggila, che aspetti? Sarà un pollice che arriva da qualche valoroso della Terra di Mezzo”, gli fece Morzicus.

“La battaglia da vincere con la pizza è quella di Salamina non del Grande Salame, ma puoi anche continuare con il Grande Provolone se t’aggrada”.

“Ma che vuol dire?”. Morzicus si girò furioso verso la Voce seccato da questo improvvido tagliere di formaggi e salumi.

“C’è un’altra pergamena, leggo”.

Il monumento che ricorda la Battaglia di Salamina del 480 a.C. Foto Trip2Athens

Un gran numero di storici ritiene che una eventuale vittoria persiana avrebbe ostacolato lo sviluppo della civiltà greca e in senso più esteso di quella occidentale, affermando quindi che questa battaglia sia stata una delle più importanti di tutti i tempi [Victor Davis Hanson].

pancetta
capocollo

“Ma che vuol dire?, gridò esasperato Morzicus. “Prepariamoci a un’altra guerra per diventare i numeri uno. Dov’è il pittore? Che si inizi con il Grande Capocollo e la Grande Pancetta. Il Grande Salame sulla pizza e nel calzone non basta più”.

[Continua. La Guerra dei Pizzaioli e le puntate precedenti]