A Napoli, nel quartiere Vomero, Ego Sushi disegna una cucina giappo-italiana” con basi partenopee. Uramaki con Orata all’acqua pazza, Uova a filoscio, peperone ‘mbuttunato, temaki che si fa cuoppo di paranza e gyoza che pappuleano.
Potrei subito focalizzarmi sull’ingresso. Un basso napoletano, con finestrella a mezz’altezza con tanto di stendino con i panni spasi.
Oppure su quella miriade di claim. “Teng’ ‘o megl’ pesc e’ Napl’”, recita la parete nel bagno. Dal menu sbucano Pall’e pesce o Evviva la patata. No, non è folklore becero. Ci ho letto modernismo sghembo, come un Marinetti tra i vicoli.
Forse meglio ancora perdersi nella vivacità dei dettagli. I Lego sono disseminati ovunque. Supereroi, installazioni, arte. Roxyinthebox conversa con le stampe di The Napolitaner e le vignette di Danilo Pergamo. Grazie a DaniloPè la tavola diventa teatro con Diego, Eduardo, Massimo. Un luna park di bellezza mista che parla lo stesso dialetto, dove i giostrai qui sono portatori sani di gioia autentica. Vittorio Lucci e Mario Marino, i due cappellai (poco matti ma leggeri) di questo universo unico chiamato Ego, la trattoria giappoitaliana.
Come nasce Ego Sushi

Vomero. Nei pressi di Piazza Medaglie d’Oro. Eppure, Vittorio mi dice che mi ha riservato un tavolo vista mare. Sorrido, ma ci credo.
Tutto parte da un desiderio. In principio fu sushi bar tradizionale. Ma il papà di Vittorio (che oggi resta lì come Funko Pop) non amava quel tipo di cucina. E cosa si fa quando qualcosa che costruisci non parla a chi vorresti farlo ascoltare? Cambi la percezione.
E nasce così l’idea di fregare il cervello come deviazione gentile. Usare una forma che il cervello per far entrare dentro un’altra cosa, più vicina, più domestica ma buona.
Perché nel marasma di questo giocattolo che può far divertire tutti per la trama pop, il punto massimo di assorbimento diventa proprio la componente gastronomica.
Cosa si mangia

Bocconi che parlano giapponese con l’accento del Golfo di Napoli, dove l’istinto narrativo partenopeo incontra la disciplina nipponica. Non c’è esotismo o campanilismo. Sushi, vero, ma con altro da Ego. Trattoria, vero, ma con altro.
Ecco, altro. Più che fusion, un tetris con trama diversa, iconica. E quando c’è il mai visto fatto bene l’alfabeto parla un linguaggio facilissimo.
Un menù di lettura immediata, costruito con claim gastronomici di cui sopra:
– Pe tramente: due proposte di entrée fritti di mare (5 €);
– Smezzatino: involtini primavera made in Naples (5 €);
– Tramezushi: triangoli di riso panato divisi tra tartare di mare e di terra (6 €);
– Temakiello & Katsu Tanto: rispettivamente Temaki (7 €) e varie referenze di Katsu sando (8 €);
– Facc’ quatt Gyoza: i famosi ravioli sempre tra terra e mare (12 €);
– Trattoria giappoitaliana: 4 pezzi di Uramaki o roll (9 €);
– Dolci: roll, gyoza sweet, dorayaki (6 €).
La degustazione è di tutto un po’. Come giusto che sia.
Smezzatino (2 pezzi di Harumaki)

Evviva la patata.
Harumaki con provola, crema di patate, parmigiano Reggiano (5 €).
Parmisù.
Harumaki con base di ragù napoletano, provola, melanzana, parmigiano Reggiano, basilico (5 €).
E all’improvviso un harumaki acquista profondità emotiva. E mo’ da Ego Sushi si trucca di Pasta e patate e mo’ di Parmigiana. Due involtini primavera speculari. La provola si scioglie lenta, la patata edulcora il palato con la sua dolcezza. Sentori di pepe, di Parmigiano che allungano la persistenza. Di fronte, l’audacia del ragù, della melanzana. Tutto sembra muoversi attorno a quell’idea di domenica napoletana in una forma diversa, più sottile, più croccante, ma capace di evocare la stessa rassicurante familiarità.
Temakiello……il cuoppo di Ego

Temaki con tartare di gamberi, polpo, calamari in tempura, sale, pepe. Topping di maionese al limone, zeste di limone e pepe (7 €).
C’è qualcosa di istintivo. Strutturato come un cono XL su base di crostacei e molluschi, con tartare di gambero a definire la componente principale e polpo e calamaro in tempura a introdurre contrasto di consistenze tra morbido e croccante. La parte aromatica è lineare e centrata, con una gestione essenziale dell’umami salmastro. Il riso abbraccia costantemente. In chiusura, la maionese al limone aggiunge grassezza e funzione legante, mentre zest di limone e pepe puliscono e rialzano il boccone. Come una brezza marina.
Facc’ quatt Gyoza (4 pezzi)

I gyoza di Ego Sushi sembrano fatti da donna Carmela di Osaka. Pasta un po’ più spessa, ma profondi, persistenti. Pappuleano, Genovesano, o disegnano l’eleganza del baccalà, oppure del connubio perfetto tra gambero e bufala.
Pappulea

Raviolo con ragù di muscolo, salsiccia, tracchia, topping di ragù e parmigiano grattugiato (12 €).
Perchè m’piac

Gyoza alla genovese, pecorino grattugiato (12 €).

Pesce d’oro
Raviolo con baccalá mantecato al timo, crema di datterino giallo, olio al basilico (12 €).
A16
Raviolo con ripieno di gamberi viola e mozzarella di bufala, topping tartare di gambero viola, sbriciolata di taralluccio pugliese a copertura, bisque di gamberi (12 €).
Il ragù si fa contenitore del tempo. La genovese possiede qualcosa di profondamente contemplativo. Quello col baccalà mantecato porta cremosità, il datterino giallo regala delicatezza. Mentre il gambero viola e la mozzarella di bufala parlano di eleganza vanitosa.
Uramaki (4 pezzi)

Filoscio
Prosciutto cotto panato nel panco, provola, frittata d’uovo e julienne di patate fritte con maio giapponese e teryaky (9 €).
‘A pazza
Patate cotte al forno, topping di orata all’acqua pazza con aglio prezzemolo pomodoro, maionese (9 €).
Sotto ‘o mbrellone
Tonno cotto sott’olio, fagioli borlotti, cipolla di Tropea, pane di segale croccante (9 €).
‘Ngopp e’scogl
Alici in tempura alla birra, songino, maionese al lime, tarallo sbriciolato, zeste di limone (9 €).
Tonno ritonnato
Tonno in crosta di panco, topping di tonno scottato, maio al katsubushi, capperi croccanti (9 €).
Come sono gli Uramaki di Ego Sushi

Gli Uramaki sono manifesto. Sotto la precisione quasi calligrafica del gesto, emerge una tensione emotiva più che tecnica. Fiducia nell’ingrediente, bisogno di racconto. Gusto. Aromaticità col sound lineare: riso che accoglie mai invadente, cremosità che avvolge, una nota croccante che interrompe il ritmo, una freschezza che arriva in chiusura e rimette tutto in equilibrio. Tutti hanno una costruzione precisa quasi spontanea.
Filoscio sa di frittata. Una logica da uramaki che non snatura l’insieme, ma ne controlla la spinta grassa e la rende leggibile attraverso struttura e temperatura.
’A pazza invece si muove su un registro opposto: l’orata diventa asse centrale, dove pomodoro, aglio e prezzemolo restano in funzione di supporto aromatico. Le patate costruiscono base e continuità, mantenendo un equilibrio di semplicità tecnica.
Sotto ’o mbrellone è gastronomicamente narrativo: tonno sott’olio, borlotti e cipolla di Tropea lavorano su dolcezza naturale e sapidità controllata, mentre la croccantezza del pane interviene come elemento strutturale che spezza la morbidezza e riallinea il morso su una dimensione più dinamica.
’Ngopp e’ scogl si concentra sull’umami: le alici in tempura mantengono identità e intensità, mentre la componente agrumata di lime e limone agisce da modulatore di grasso e sapidità. Il tarallo sbriciolato introduce una texture rustica.
Il Tonno ritonnato chiude il sistema su un piano più tecnico e stratificato: il tonno viene declinato in più consistenze, alternando cottura, croccantezza e presenza cruda o scottata. Capperi e katsubushi lavorano sulla componente umami e salina, costruendo un piatto che gioca su ritorni, sovrapposizioni e variazioni. Mio Preferito.
I dolci

La parte dolce chiude il percorso mantenendo la stessa logica di ibridazione controllata, ma spostando il baricentro su cremosità, latticità e gestione della dolcezza.
‘O palerm
Gyoza con ripieno di mozzarella di bufala e crema di pistacchio, base di crumble salato e crema cheescake (6 €).
’O Palerm è un gyoza-dessert in cui mozzarella di bufala e crema di pistacchio costruiscono la parte grassa e aromatica, sostenute da cheesecake per volume e rotondità. Il crumble salato introduce contrasto di texture e una componente sapida che evita la deriva stucchevole.
Dorayaki Aversano

Dorayaki con crema pasticcera e amarene (6 €).
Il Dorayaki Aversano resta più classico nella struttura: dorayaki morbido, crema pasticcera filo conduttore e amarene a intervenire con acidità e frutto, per bilanciare e dare chiusura più pulita al morso. Una Polacca di Tokyo.
Perché andare da Ego Sushi

Alla fine, resta una sensazione difficile da catalogare. Come quando si ascolta una melodia straniera e, senza sapere perché, sembra di conoscerla da sempre.
Non c’è alcuna volontà di imitare il Giappone, né di tradire Napoli. C’è piuttosto il desiderio raro di costruire un linguaggio nuovo. E forse è proprio questo a renderlo contemporaneo: la consapevolezza che la cucina può essere gioia, giuoco, spazio libero, senza perdere il proprio io. O meglio, Ego!
E il portafogli sarà contento ordinando in abbondanza: 2 antipasti, 10 roll e il dolce vi costeranno in media 45 euro.
Ego la trattoria giappoitaliana. Via Giotto, 9, 80128 Napoli NA. Telefono: 081 1910 5908. Instagram









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