Settimana americana con hamburger, cheescake, cupcakes e empanadas

Chi di spada ferisce… L’ammazza-privacy non l’ha passata liscia e a riprenderlo in un momento di estasi culturale è stato twitter.

Parliamo ovviamente di Mark Zuckerberg al quale si attribuiscono due unici flop, quello in Borsa e quello per non essere riuscito a proteggere sé e la sua dolce metà dalla voracità dei media. Un flop, quest’ultimo, al quale abbiamo, modestamente, contribuito.

Ci piace decisamente poco lo starlette-system dove per promuovere un buon panino c’è bisogno di scomodare nomi simil-altisonanti e dove un locale che ha tutte le carte in regola per piacere ricorre (anche) al volto abbronzato di Fabrizio Corona. Non bastava il faccione del mitico Farinetti?

Terzultima chiamata prima dell’inizio della grande festa della cucina, Festa a Vico, che Gennaro Esposito ha voluto chiudere in bellezza parlando di pizza insieme a Antico Molino Caputo.

Poi arriva la penultima con la lista dei piatti degli chef stellati e l’ultima con il menu della cena di apertura.

Terremoto, web in gran fermento nella settimana dei primi bilanci con i caseifici danneggiati nel tentativo frenetico di incontrare la grande onda di solidarietà smistando le richieste di Parmigiano e Grana caduti dalle scalere.

Empanadas argentine e farinata genovese le ricette della settimana. Resta invece segreta (per chi non ha già comprato il suo libro) quella dei cupcakes di Valentina Gigli, goduriosi e insospettabilmente leggeri.

Mangiare a Milano: un autentico esproprio di rubrica è quello perpetrato ai danni di Emanuele Bonati. Ma è solo per scongiurare il pericolo di un conflitto di interessi, spiega un ciarliero Totò che questa settimana ha scelto in totale autonomia.

Se non ve l’ha ordinato il dottore, evitate l’Armani Hotel a Milano. C’è voluto tanto tempo per farlo, pochi minuti per decidere di evitarlo fino a nuovo avviso.

Dopo uno spettacolo del genere non può che aprirti il cuore la cucina ben piantata dei grandi chef, quelli su cui sai di poter contare, all’opera con i loro show-cooking a Milano Food Week.

Assaggi di Chianti Rùfina e premi dell’Ais scandiscono la settimana alcolica. Che si chiude con un segreto estorto a Adriano Desideri: “se proprio non ho scelta, la mia birra da battaglia, probably, è… Carlsberg”.

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