Il Pescatorio, pescheria con un laboratorio di cucina nella zona Portuense a Roma, dove si preparano giornalmente  i piatti freddi da portare via, ha ricevuto finalmente il nulla osta per mettere fuori i tavoli e utilizzare la pedana per accogliere i clienti e permettere loro di mangiare le prelibatezze esposte in vetrina.

Il Pescatorio è un progetto di Emanuele Smimmo e sua moglie Simona, che risale a circa 5 anni fa. E’ una pescheria con un banco pieno di pesce freschissimo che viene tutti i giorni dal Tirreno, soprattutto da Anzio (a proposito, vi ricordate di Fish & Wine Festival da Eataly?), una selezione di ostriche pregiate, fornite da Corrado Tenace e una ampia sezione di gastronomia con almeno una ventina di proposte per niente banali e scontate, preparate da Simona, una cuoca appassionata. Naturalmente non mancano gli alimenti di corredo: paste e riso selezionati, olio, acciughe portoghesi e vini.

Il Pescatorio funzionava come pescheria, gastronomia take away e il servizio di consegna a domicilio, ma ora Emanuele ha le tutte le carte in regola per sfamare i clienti direttamente in loco, su una bellissima pedana di legno, a due passi da Otaleg (che ha raddoppiato a Trastevere), per finire il pranzo in dolcezza.

Per il momento è previsto il servizio di pranzo e d’aperitivo, basati sulle preparazioni già pronte, e non la cucina espressa. Vi sembra poco? Invece no, ora vi mostro alcuni dei piatti che ho gustato, inaugurando (quasi per caso) lo spazio all’aperto, e mi direte.

Innanzitutto, le ostriche Tarbouriech n.2, carnose, dallo spiccato profumo di mare e una freschezza invidiabile. Invece del limone, Emanuele consiglia di versare un goccio di olio per ammorbidire la sapidità del mollusco, e ha ragione.

Prosciutto di tonno con ricottina di capra, fichi e pane carasau. Prosciutto morbido e saporito, una vera chicca da non perdere.

Carpaccio di orata con zenzero, peperoncino dolce, pepe e olio. Fresco e vivace, grazie alla piacevole piccantezza dello zenzero.

Gambero rosso di Anzio con la stracciata e fiori di zucca. Impeccabile nella sua semplicità.

Parmigiana con pesce spada, nascosto tra due fette di melanzana e mozzarella. Ottima variante di un classico sempreverde.

Una padellata, anzi wok, di calamari, gamberi e verdure. Un piatto in agrodolce, dai sapori orientali, ma con un tocco di italianità grazie alla colatura di alici invece della salsa di pesce.

Insalata di polpo con pomodorini gialli e rossi, patate al curcuma, sedano e cipolla rossa in agrodolce. Eccellente combinazione tra sapido, acido, dolce, croccante, morbido, crudo e cotto.

Infine un assaggio di involtini di pesce spada , uvetta e pinoli, e la salsa di pomodoro e peperone crusco. Morbido.

Il vino che ci ha consigliato Emanuele è un Verdicchio dei Castelli di Jesi, produzione biologica, La Marca di San Michele. Semplice, senza grosse pretese, ma indubbiamente piacevole cheriese a esaltare i sapori di mare.

I prezzi non vengono indicate a porzione, ma all’etto: da 3,80 € a 4,80 €, a seconda del piatto scelto.

Noi abbiamo speso 35 € a persona escludendo i vini.

Avrei voluto assaggiare anche la frittura, le alici marinate (vi sembra semplice trovare l’equilibrio giusto tra l’aceto e il pesce?) e l’insalata di mare.

Infine porto a casa una vaschetta di couscous con orata cotta a bassa temperatura, radicchio, uvetta e pomodori secchi, per prolungare il piacere.

Il Pescatorio. Via Virginia Agnelli, 91/93. Roma. Tel. +39 06 6449 4787

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Giulia Nekorkina

Giulia Nekorkina

Moscovita di nascita, romana da 25 anni, Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adora cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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