Non avrà l’appeal del panettone blasonato o stellato, ma di certo il lievitato natalizio di Francesco Pompetti (della Pizzeria Tropical Due, a Roseto degli Abruzzi) è uno di quegli assaggi che non puoi non ricordare: difficile dimenticare quel profumo inebriante, emblematico della corretta lavorazione, della perfetta cottura e della qualità della materia prima.

Il suo panettone è il riflesso di un ragazzo in continuo fermento e ricerca; un ragazzo che fa della sperimentazione quotidiana il suo mantra e la sua filosofia di approccio al lavoro. E lo capisci sin da subito che quel panettone ha davvero qualcosa di raro.

La forma e l’odore di “buono” anticipano, infatti, un boccone dalla texture soffice ma di carattere, in cui si riconoscono la selezione degli ingredienti, la mano capace e la passione di un Francesco caparbio e desideroso di miglioramenti continui.

Burro francese AOP, uva Zibibbo di Pantelleria, arancia e zenzero canditi, e vaniglia del Madagascar sono gli unici protagonisti di una etichetta stringata e di un impasto che colpisce per consistenza, equilibrio e contenuta “dolcezza”.

Il boccone testimonia la verve di una madre ben gestita, capace di conferire note aromatiche di fine speziatura e un’alveolatura fitta ma impalpabile, che si dilegua al primo morso, regalando tuttavia una lunga persistenza retrolfattiva.

L’assaggio è quintessenza – e conferma – dello studio empirico e teorico di Francesco, di quella sua capacità di dosare accuratamente temperature e tempi; del suo saper attendere e della sua maniacale ricerca.

Ed infatti, quella scioglievolezza a mo’ di effetto nuvola stuzzica il palato che, mai appesantito da un complesso gioco di tecnica ed armonia della ricetta, resta in attesa della fetta successiva.

Un panettone che non può mancare sulla tavola delle feste.

Il panettone artigianale di Francesco Pompetti è in vendita a 36 €.

Ristorante Pizzeria Pompetti Tropicaldue. Via Guglielmo Marconi, 21. Roseto degli Abruzzi (TE). Tel. +390858941479

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Manuela Mancino

Manuela Mancino

Dall’economia ai campi di ulivo, il mio percorso è una ricerca continua di qualità e sostenibilità. Ho trasformato la passione in professione diventando una figura poliedrica nel settore: dalla critica enogastronomica a "naso" professionista, provo a sintonizzarmi con vini, oli extravergine, pizze, cucina e molto altro. Il mio approccio? Un insolito mash-up tra rigore strategico ed esperienza sensoriale pura. Sempre in viaggio tra l'Italia e l'estero, esploro le filiere con il mantra imprescindibile della sostenibilità, in vigna così come nei bilanci. Quando non sono impegnata in un panel di assaggio o in un'azienda agricola, mi trovate immersa tra i numeri o tra le pagine dei classici della letteratura.

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