Oggi è Carbonara Day. Come abbiamo spiegato proprio ieri, la carbonara è il piatto di pasta preferito dagli italiani a casa.

Il magico miscuglio di tuorlo d’uovo, pepe, guanciale, pecorino (romano) è amato e mangiato senza posa, a quanto pare, sul suolo italico e non solo.

L’origine del condimento alla carbonara è, come ci ha raccontato con la nostra ricetta scientifica Massimo D’Alma, molto più recente di quanto non si pensasse. Risale agli anni Quaranta, fra il 1941 e il 1944:

“Non è una ricetta romana: gli americani avevano del bacon e tanta polvere di rosso d’uovo, della crema di latte, del formaggio. Mescolai tutto finendo con una spolverata di pepe nero all’ultimo momento. Gli spaghetti vennero un po’ bavosetti. E fu un successo.”

Lo ha rivelato Renato Gualandi, cuoco bolognese, anni fa in un’intervista al Giorno. Ciononostante, la ricetta, dicevamo, è diventata un’icona della cucina italiana, e come tale ripresa omaggiata dissacrata decomposta e ricomposta innumerevoli volte nel corso dei decenni.

Noi di Scatti di Gusto abbiamo cercato di tenere traccia della evoluzione, o devoluzione, della carbonara al tempo dei blogger e degli chef-spettacolo, o spettacolari.

Partendo, come abbiamo detto, dalla formulazione della ricetta fatta da Massimo D’Alma per le nostre Ricette scientifiche in 5 punti.

Che, possiamo affermare, è abbastanza differente da quella dell’ormai celeberrimo Chef Ruffi, fenomeno social mediatico, con il tocco della sua altrettanto celebre “Versatile”.

Ricordiamo che anche The Jackal si sono espressi in merito, proponendo la loro versione horror-trash, che ha letteralmente “steso” i giudici di Master Chef.

Molto, molto meglio, quelle interpretate da alcuni dei più affermati esponenti dell’alta cucina. Su tutti, per notorietà, quella di Luciano Monosilio, a Roma, che ha aperto il suo nuovo locale-con-pizzeria, Luciano Cucina Italiana, con un menu che in brevissimo tempo ha perso la pizza per strada ed è diventato pressoché monotematico: carbonara.

E qui avete la sua ricetta originale.

E che ha appena proposto la sua nuova “carbonara del futuro“…

Ma vi abbiamo anche dato la ricetta della carbonara di Alba Esteve Ruiz.

O quella “alla coque” di Marco Sacco, chef bistellato del Piccolo Lago.

Di Leandro Luppi, che a Malcesine, sul Lago di Garda, propone una carbonara col pesce di lago, appunto.

O quella di mare di Antonio Sorrentino e Enzo De Angelis, chef di Rossopomodoro, con la bottarga.

E non dimentichiamo la ricetta della carbonara di tonno di Luigi Iapigio, chef di Pescheria a Salerno.

Fanno entrambe parte della nostra serie “Diversamente Carbonara”, che affianca una serie di reinterpretazioni con gli ingredienti più disparati che la rendono sì differente, ma che aggiungono un gusto diverso e mantengono comunque lo spirito dell’originale. Diciamo che sono degli “scherzi” divertenti, come il risotto alla carbonara, o quella “sbagliata” di Dino de Bellis,  quella in versione kosher col manzo al posto del maiale di Alessandro Dalla Valle o quella con gli asparagi selvatici.

Per farla breve: andate a vedervi anche le 20 versioni della Carbonara, ovvero le 20 ricette che abbiamo raccolto per voi.

Che altro? È notizia recente quella del contest Homo vs. Carbonara, lanciato dal Maritozzo Rosso a Roma, che sfida i più coraggiosi a mangiarsi un chilo (1 kg!) di carbonara nel minor tempo possibile.

Ma noi sentiamo anche la vostra domanda muta e inespressa che però risuona alta come il nitrito della cavallina storna di ritorno a casa: ma la pizza?

Sì, cari amici appassionati amatori carbonari della pizza, esiste anche una pizza alla carbonara e non a Roma: è quella di Ciro Salvo, infornata a 50 Kalò a Napoli.

Insomma: avete scelto la vostra carbonara per celebrare degnamente il Carbonara Day?