Ancora Napoli e cucina napoletana a Milano con il nuovo ristorante Coco Loco che apre in Fabio Filzi.

L’insegna è quella super famosa di Diego Nuzzo, chef e patron de L’Altro Coco Loco, ristorante “tempio” del pesce e della genovese a Napoli a due passi dal salotto buono di piazza dei Martiri nel quartiere di Chiaia, “figlio” di un Coco Loco precedente, aperto da Diego nel 1995.

Quindi Milano, ovviamente, territorio oggetto di un’intensa migrazione napoletana. Sono finiti i tempi in cui si diceva che i “terroni” non avevano voglia di lavorare: ora non gli basta più lavorare a casa loro, ma vengono addirittura a lavorare a casa nostra! E noi, per accontentarli, mangiamo a più non posso.

Qui mangeremo soprattutto pesce, direi. Anzi, lo dice Nuzzo, mostrandomi il banco dove sarà esposto. Una formula un po’ anni ’80, decisamente fortunata a giudicare dai commenti che arrivano da Napoli. In effetti, c’è stato negli ultimi tempi, in molte nuove aperture milanesi, un ritorno del banco del pesce che è anche un segnale della nuova consapevolezza alimentare (pescato o di allevamento, origine, sostenibilità).

Pesce crudo e cotto con prezzi adeguati alla qualità delle materie prime e al servizio che sono due delle fisse di Diego Nuzzo.

Il locale è ancora in allestimento – qui c’era un supermercato, quindi grandi spazi (ci saranno circa 120 posti a sedere), molto “mossi”, gradini da salire e scendere qua e là, con una serie di spazi isolabili a mo’ di privé. Ci sarà anche uno spazio bar. E, naturalmente, una grande cucina, dove Diego e la sua squadra cucineranno per me – opps per noi.

Gli interni sono sui toni del marrone-beige-oro, luci  soffuse, estrema eleganza e sobrietà – molto molto piacevole. Mi piace l’atmosfera che “al polo opposto” della cucina fa il paio con Mu Dimsum, che si trova, appunto, all’angolo opposto dell’isolato.

Diego Nuzzo al Coco Loco proporrà un menu che ricalca quello del ristorante di Napoli e che Vincenzo Pagano ha definito qui su Scatti di Gusto “un fantastico mondo di alto e basso”, dove gli alti sono rappresentati da piatti di pesce di qualità come i cannolicchi alla griglia.

O come i crostacei avvolti nel tagliolino fritto, che sono, dice sempre Vincenzo, di solito parco di effetti retorici (o quasi), “una frecciata netta alle papille”.

Mentre il “basso”, che ovviamente non è un giudizio ma solo una collocazione in un’ipotetica mappa della forma-pranzo, può ben essere rappresentato dalla sua genovese.

Aspettiamo quindi di vedere il menu (a Napoli sono presenti anche ottimi piatti di carne, mi dice il sempre ottimo Pagano), di sederci a uno dei tavoli, e di vedere all’opera Nuzzo, che resterà a Milano a completare la formazione del personale per un mese e mezzo.

Coco Loco Ristorante. Via Fabio Filzi. Milano