Qualcuno qui a Milano conosce la Trattoria Fratelli Fiorito a Lambrate?

Sarà un ” Miracolo a Milano” come quella dell’Albero Fiorito, la storica trattoria dietro piazzale Susa che ha chiuso definitivamente quest’estate?  La trattoria di Gianni e Dorina Riet ha lasciato un ricordo – ormai un mito – indelebile in quelli che ci sono stati, quelli che ci sono tornati, quelli che ci sono cresciuti, e quelli, come me, che non ci sono mai stati ma avevano intenzione di andarci prima o poi.

Ma sono sicuro che ci sono altri miracoli a Milano. Come la trattoria dei Fratelli Fiorito. Solo arrivato di fronte all’insegna (non ricordavo il nome) mi sono accorto che la Trattoria Fratelli ha lo stesso cognome dell’Albero: Fiorito. Lo leggo come un buon auspicio.

Siamo a Lambrate, dietro la ferrovia, una zona che è rimasta, almeno in parte, fedele alla sua origine di “paese” (Lambrate è stato incorporato a Milano nel 1923). Mantiene la sua aria popolare, e ben ha sopportato da un lato le demolizioni e le ristrutturazioni di fabbriche e caserme, e dall’altro l’avvento degli eventi di design e del popolo che questi eventi frequenta.

In particolare, la via Conte Rosso si è riempita di locali e ristoranti.

Ma il capostipite dovrebbe essere ancora questa Trattoria, con giardino, all’inizio della via, aperta solo a pranzo, con un menu fisso a 9,50 €.

Solo primo, 5,50 €; primo e contorno, 7 €; secondo e contorno, 8 €. Mezzo litro d’acqua 1,20 €, vino sfuso 2,0 € al quartino (e in proporzione matematica fino al litro).

La carta è quella che ci si può aspettare in un posto del genere, che si riempie di lavoratori e pensionati del circondario: piatti semplici e chiari, qualche minima concessione alla modernità (relativa, peraltro: penne integrali, insalatone, pollo alla birra).

I primi: zuppa di verdura con farro, paglia e fieno o pasta al sugo arrabbiato, pasta ai 4 formaggi o al pomodoro, casoncelli artigianali.

I casoncelli mi tentavano, ma ho preso paglia e fieno con sugo arrabbiato, anzi, leggermente arrabbiato. Mi è arrivata in 5 minuti: la cottura era giusta, la pasta era buona, il sugo era buono, abbondante e veramente “arrabbiato” ma non troppo. Si poteva gustare il sapore degli ingredienti, che non erano soffocati dal piccante, come spesso accade.

I secondi: carpaccio di fesa fumè, burrata pugliese, tomino al naturale, mozzarella e pomodoro, polenta e zola, filetti di alici alla piemontese, cordon blue, salamella al vino bianco, e altro ancora.

Ho preso l’arista in salsa tonnata: anche qui, buona la salsa, ripulita dal fondo del piatto con il pane (non male) – e non male nemmeno la carne.

E mi sono preso anche il contorno, compreso peraltro nel menu. Parentesi: erano anni e anni che non prendevo un contorno in un ristorante, un po’ perché spesso i piatti avevano già al loro interno, o sulla loro superficie, frammenti di verdure genericamente ascrivibili alla nozione di “contorno”, e un po’ perché si tende spesso a sottovalutarlo, come se l’abilità di un cuoco non si potesse vedere anche qui.

Quindi, mi sono guardato la lista dei contorni: rucola (ahia!), insalata verde, trevisana, mista, pomodori, carote grattugiate, barbabietole in insalata. Un altro punto a favore: non c’erano patate, né fritte, né a bastoncino, né bollite, né gialle né bianche né rosse né viola: niente. Intendiamoci, amo le patate, moltissimo: e cerco di prenderle, quando posso, sperando che siano cucinate a dovere. Cosa che tende a non accadere con allarmante frequenza.

Ho preso gli spinaci bolliti: come tutte le altre verdure, le stesse che trovavo in tavola, a casa, tornando da scuola. Un filo d’olio, erano buonissimi. Sì, probabilmente anche per quel tanto di effetto-madeleine provocato da un piatto semplicissimo, come una volta. Così come buona parte della cucina dei Fratelli Fiorito: a parte che so, la burrata, che ai miei tempi non c’era, o la rucola, che è arrivata a infestare anche la mia tavola di casa negli anni Ottanta, gli altri sono tutti piatti casalinghi.

Eseguiti correttamente, buoni, arrivati in tavola velocemente – che è quello che ci si può aspettare da un pranzo in trattoria.

Voto

    

Trattoria Fratelli Fiorito. Via Saccardo, 35 angolo via Conte Rosso. Milano. Tel. +39 022640677.