Per voi che non vi spaventate delle file davanti alle pizzerie andiamo alla pizzeria di Gaetano Genovesi a Napoli.

La pizzeria di Gaetano Genovesi è a via Manzoni, lì dove si avvia la collina di Posillipo nel quadrante benedetto dalla presenza delle pizzerie di Enzo Coccia, il pioniere degli ingredienti di qualità – segnatamente l’olio extra vergine di oliva – sulla pizza.

Vomeresi e posillipini probabilmente hanno in rubrica la pizzeria come Non Solo Pizza perché qui c’era dagli anni ’80 uno dei locali della catena napoletana che al tempo andava per la maggiore.

Gaetano Genovesi è stato uno dei beneficiari dell’onda social, Facebook innanzitutto, che ha permesso a molte pizzerie di uscire dalla dimensione del quartiere e valicare anche in confini della città. Assistito allo start-up comunicativo dal campione delle folle feisbucchiane Egidio Cerrone aka Puok e Med, ha invaso le time line degli appassionati della pizza.

Le sue fondamenta, nonostante l’attenzione al web 2.0, affondano con decisione nella tradizione: pochi svirgoli sull’impasto. Qui si usa farina di basso-medio W come era d’abitudine nelle pizzerie più antiche e la religione è diretta: 8-12 ore di lievitazione a temperatura ambiente per sfornare un numero monstre di pizze ogni giorno come se fosse sempre sabato o quasi.

L’unico cedimento alla modernità è la lussureggiante lista di pizze nuove che si contrappongono nel menu alla carta delle pizze classiche, quelle cui nessun napoletano rinuncerebbe, margherita, marinara, salsiccia e friarielli.

Avrete il vostro daffare per scegliere quella che più si addice al vostro palato nel fiume di ingredienti che Genovesi ha selezionato.

Ma io ho scelto bene, anzi, benissimo. Con questi freddi e la pioggia incessante che cadeva, il dito è finito sulla Soffritto.

Vera, autentica mi verrebbe da dire maiala con la sua solida consistenza, il piccante che non perde mordente e la scelta della provola che offre una giusta spalla al particolare quinto quarto napoletano.

Un tripudio di sapore antico anche se sta nella lista delle moderne si vede per effetto di una riscoperta che i supporter del soffritto non potranno che osannare.

Tradizionale l’impasto, tradizionale il cornicione che esiste in maniera differente dalle pizze “ggiùnapoli”, fuori dalla moda borghese del Vomero che voleva pizze al piatto contenute nell’area di un normale piatto forse per un malcelato senso di rigore e di dieta.

Insomma, se dovete fare un confronto tanto in auge al di sotto del Volturno tra pizza tradizionale e pizza canotto, Gaetano Genovesi con la sua pizza è ottimo riferimento per il primo termine.

Qui godrete di tutti i crismi della tradizione con una pizza margherita ben fatta ed equilibrata nel trittico fior di latte-pomodoro-olio.

Troverete una frittatina generosa, anche fin troppo, per cui non esitate a dividere con i vostri commensali.

C’è anche la montanara fritta-forno che chiamarla antipasto è veramente riduttivo (una porzione è composta da quattro pezzi mignon e quindi regolatevi).

Si chiude con un altro dei “casi” web 2.0 di Napoli, il pistacchiato di Marco Infante con liquore di accompagnamento che sparerà gli zuccheri oltre ogni limite consentito. I giovani apprezzano e affondano il cucchiaio nella verde crema (ma anche i più avanti negli anni rimestavano con soddisfazione nel bicchierino).

Capitolo prezzi. La Soffritto viene via a 8 euro e cinquanta che sono soldi ben spesi. La Margherita rigorosamente con fior di latte di Agerola (che la mozzarella di bufala è invenzione inizio anni ’90) è prezzata 7 € che è valore più alto delle pizzerie del centro antico e storico. Le 4 montanarine costano 5 €, la frittatina 1,5 €.

Fatevi sotto.

Pizzeria Gaetano Genovesi. Via Alessandro Manzoni, 26/i. Napoli. Tel. +39 081 714 6634

[Immagini: iPhone Vincenzo Pagano]

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