Ve lo diciamo subito: Casa Caponi a Torre Annunziata ci ha stupito. La pizzeria (e ristorante) è cambiata rispetto ai risultati del Campionato della Pizza 2024 (posizione 35) e 2025 (alla posizione 28). Lo rimarchiamo perché nel percorso del Campionato della Pizza 2026 ci sono insegne che osserviamo anche se non sono state selezionate. Il Campionato stila la classifica delle migliori pizzerie della Campania, ma serve anche a raccontare l’evoluzione della pizza e delle pizzerie, i cambi di passo, le crescite tecniche e le identità che si consolidano nel tempo.

Pur non essendo tra le pizzerie presenti nel Campionato della Pizza 2026, la teniamo d’occhio. La pizza qui è cresciuta, si è affinata, ha trovato maggiore precisione e una direzione più definita. Il merito del patron Vincenzo Pagano (nessuna parentela con Vincenzo Pagano di Scatti di Gusto e lo leggete anche più avanti) è aver inserito nella squadra al banco Antonio Immobile.

Il lavoro di Antonio Immobile non si limita all’esecuzione tecnica, ma entra nella gestione del prodotto e centra pizze che cercano l’equilibrio complessivo. Ed è proprio in questa misura che si riconosce la qualità del suo intervento.

Casa Caponi è insieme pizzeria e ristorante. Una doppia anima centrata: cucina e pizza parlano la stessa lingua, condividono approccio, ritmo e intenzione.

Le pizze di Casa Caponi sono migliorate per tecnica di stesura, attenzione alla cottura, disposizione dei topping, costruzione del gusto. Le classiche e le più elaborate si incontrano in un’idea comune: gusto pieno, leggibile, mai confuso.

È una pizza che guarda con rispetto alla tradizione campana, ma con un controllo contemporaneo degli equilibri. I topping rappresentano il punto più forte. Ingredienti riconoscibili, accostamenti puliti, qualche spunto creativo sempre leggibile.

L’impasto è leggero, ben sviluppato, con una struttura che regge. Il cornicione è asciutto, la cottura precisa.

Casa Caponi è Vincenzo Pagano

Aspetto interessante di questa pizza è portare a tavola il modo di essere di Vincenzo Pagano. La sua misura, la sua gentilezza, il suo approccio accogliente. Il lavoro di squadra ha trovato una sintesi naturale: tecnica e sensibilità che convivono senza sovrapporsi.

A Casa Caponi tutto esprime la filosofia del patron Vincenzo Pagano: celebrare la ricchezza della cultura culinaria locale attraverso una ristorazione completa. Anche la sala si muove in funzione del pensiero di Pagano. Un servizio attento, educato, preciso nei tempi e sempre discreto.

Anche la cucina resta coerente. Piatti concreti, costruiti sull’ingrediente, con una lettura attuale. Insomma, senza inutili complicazioni. È un’offerta che accompagna la pizza, non la sovrasta, e viceversa.

Troviamo una selezione di primi piatti della tradizione come pasta e patate e provola, genovese e alla Luciana, ma anche Spaghetto “San Gennaro” dedicato a Totò. Ancora, Casa Caponi offre una scelta di secondi, contorni ed insalatone. Un menù che permette tanto di spaziare quanto di giocare in sinergia con la pizzeria. E accompagna bene l’apertura anche a pranzo.

E ora cosa abbiamo mangiato.

Come si mangia a Casa Caponi

1. Tris per antipasto

  • Fiori di zucca ripieni e fritti con ricotta, provola e pepe (2 pezzi a 6 €).
  • Bruschette con pomodorini del piennolo del Vesuvio DOP. Pane home made, pomodorini del piennolo del Vesuvio DOP, olio evo, origano di montagna e basilico (2 pezzi a 6 €).
  • Bruschette burro e alici. Pane home made, burro salato, alici del Cantabrico, limone grattugiato e olio evo (2 pezzi a 6,5 €).

Fritto asciutto e pastella croccante. È già riuscito l’antipasto con questi bon bon. Eppure, la delicatezza della ricotta, ravvivata sia dalla provola che dal pepe, rende il morso (e il profumo) ancora più gustoso.

Insieme al fritto arrivano le bruschette. Il pane è fatto da Casa Caponi. Un pane che è attraente fin dall’odore. Ci era saltato subito all’occhio nella vetrina all’ingresso: bella struttura, magnifica la cottura. Arriva a tavola in bruschetta e in due diversi condimenti: ai pomodori del piennolo del Vesuvio, che è puro umami, e la versione “Cantabrica” di Casa Caponi che è assai gustosa grazie all’ottimo burro salato ed all’alice carnosa che esaltano il prezioso contributo del limone che rinfresca.

Le pizze della tradizione di Casa Caponi

la pizza margherita della pizzeria ristorante Casa Caponi a Torre Annunziata vicino Napoli

2. La pizza Margherita

Pomodoro San Marzano, fiordilatte, olio evo e basilico (7 €).

Si parte con la Margherita. La pizza per antonomasia, quella che il Campionato della Pizza prende in esame perché considerata benchmark dal grande pubblico.

Giunge a tavolo una margherita bella, vivace, esaltante per il contrasto tra il topping contemporaneo e la cottura verace. Il profumo racconta già tutto, anche l’assenza del pecorino. Peccato perché al gusto una nota sferzante di sapidità l’avrebbe resa perfetta.

Una pizza saporita, curata, ariosa, il cui panetto non sparisce per troppa leggerezza ma gioca il ruolo da protagonista nel morso e nella masticazione. Il giro d’olio è il tocco che parla di misura ed equilibrio, tanto al palato quanto al naso.

3. La pizza Marinara del Vesuvio

la pizza marinara della pizzeria ristorante Casa Caponi a Torre Annunziata vicino Napoli

Pomodoro San Marzano, pomodorini del piennolo del Vesuvio DOP, alici di Cetara “Armatore”, olive nere, aglio, capperi, origano di montagna, olio evo del Vesuvio e basilico (11 €).

Ancora una volta pizza perfettamente tonda. E non solo. Bellissima per disposizione e cottura. Il profumo è ammaliante, rapisce i sensi. La cottura, se possibile, è ancor più precisa della margherita. E traspare fin dall’impatto visivo che l’olio è abbondante ma accompagna ottimamente tutti gli ingredienti.

Che pizza goduriosa! Sapidità bilanciata al millesimo, consistenze che divertono la masticazione e il palato, cornicione che si lascia intingere nella sugosità.

Il primo piatto come intermezzo

gli spaghettoni San Gennaro della pizzeria ristorante Casa Caponi a Torre Annunziata vicino Napoli

4. Lo Spaghettone “San Gennaro” di Casa Caponi

Spaghettone con nettare di pomodoro datterino, pane insaporito con prezzemolo, pinoli, zest di limone, colatura di alici e aglio, alici di Cetara “Armatore” (16 €).

Prima di virare su pizze meno tradizionali, Vincenzo gioca un intermezzo dalla cucina. Un assaggio del suo piatto simbolo, il tributo a Totò. Spaghettoni presentati come un aglio, olio e peperoncino con crumble di pane e alice che sembrano avere un ruolo solo scenico.

Invece, sul fondo del piatto c’è una emulsione di pomodoro datterino. La pasta va mantecata nel piatto facendole prendere il tono del pomodoro. Il piatto cambia aspetto e profumo. Il limone che incontra il pomodoro sprigiona una nota intensa che si muove sul tono acido senza prevaricare. Il boccone è sontuoso, ricco e sferzante. Al palato arriva un bel gioco di consistenze e di sensazioni.

Inevitabile la scarpetta con il pane fatto in casa che “fresco” rende benissimo: crosta crispy e mollica saporita, piena, profumata.

Pizze – le imperdibili di Casa Caponi

la pizza Don Vincè della pizzeria ristorante Casa Caponi a Torre Annunziata vicino Napoli

5. Don Vincè (dedicata a nonno Vincenzo)

Pizza fritta e poi ripassata in forno con pomodorini datterini arrostiti e aromatizzati con aglio e basilico, stracciata di bufala campana DOP, olio al basilico, grattuggiata di limone e olio evo DOP (15 €).

La pizza in doppia cottura è molto diffusa nelle carte delle pizzerie. Ma è raro ormai trovarne una ben fatta. Quella di Casa Caponi è perfettamente gestita. In breve, è tra le doppia cotture più buone assaggiate.

Frittura eccezionale, croccantezza impeccabile e al contempo una morbidezza che racconta di una riuscita esemplare e non di umidità conservata.

La farcia genera un’unione speciale: il gioco di temperature, la cremosità e l’avvolgenza fermano gli orologi. Il primo morso si prolunga più del dovuto perché è necessario godersi il secondo. Ancora una volta la pizza valorizza gli ingredienti ma il panetto non perde la sua centralità. Spettacolare!

6. La pizza Carbonara

Pizza panata (con panko) e fritta poi ripassata in forno con fiordilatte e pancetta e basilico; in uscita tuorlo d’uovo pastorizzato con pecorino e pepe (12 €).

Ecco un affascinante gioco al confine tra eccesso e controllo che riesce a restare elegante. Alla descrizione è pornografia, alla vista è provocatoria. Ma è al morso che cambia registro.

La panatura al panko regala una croccantezza netta, asciutta, che cede subito spazio alla morbidezza dell’impasto. Il passaggio in forno con fiordilatte, pancetta e basilico costruisce una base calda, avvolgente. Aromaticità e delicatezza bilanciano la componente grassa. Arriva il colpo finale: il tuorlo pastorizzato con pecorino e pepe che scivola e lega trasformando ogni boccone in un tocco cremoso, profondo, quasi ipnotico.

L’insieme funziona. L’utilizzo della pancetta in una carbonara sarà un colpo al cuore per i romani ortodossi. Ma è innegabile che stia proprio bene con l’uovo. Del resto, ce lo insegnano gli anglosassoni.

I dolci, fatti in Casa… Caponi

Le torte hanno un prezzo di 6 € a fetta.

7. Caprese al cacao di casa

Classica caprese al cacao bella ricca di mandorle. Ottima la dolcezza misurata e la croccantezza delle mandorle macinate grossolanamente. Conserva l’umidità caratteristica e il boccone è assai goloso.

8. La nostra pastiera napoletana

Il dolce napoletano che per quanto abbia una ricetta e delle dosi, si incontra in miliardi di versioni perché ogni casa fa la propria. Quindi, assaggiatela!

Casa Caponi funziona perché ha un pensiero unico. Non è la somma di due identità, ma un locale che ha il suo equilibrio. Non rincorre mode, non forza la mano sulla contemporaneità. Cerca coerenza tra ambiente, proposta e servizio. E in un contesto dove distinguersi è difficile, questa coerenza vale molto. Vincenzo Pagano ha creato una pizzeria – ristorante che restituisce il concetto di “casa”.

Casa Caponi. Corso Umberto I, 215, 80058 Torre Annunziata NA. Telefono: 081 1863 5040. Instagram

Casa Caponi, la recensione della pizzeria ristorante di Vincenzo Pagano

pizzeria Casa Caponi pizza margherita

26 maggio 2021 – di Vincenzo Pagano

Per Casa Caponi, il disclaimer è necessario. Il ristorante pizzeria di Torre Annunziata, vicino Napoli, è di proprietà di Vincenzo Pagano.

Stesso nome e cognome di chi firma questo articolo, ma nessuna parentela né diretta, né indiretta fino ai trisavoli.

Però devo dire che nome e cognome suonano bene. Ma non faremo sconti a Casa Caponi anche se Vincenzo Pagano Caponi mette subito in difficoltà Vincenzo Pagano Scatti di Gusto.

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata ingresso

Perché Casa Caponi è ospitata in una dimora piuttosto antica che prima fungeva da laboratorio di scarpe domestico. Venuta a mancare la signora che l’occupava l’altro Vincenzo pensa bene di farsi pizzaiolo.

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata

Più corretto dire ristoratore anche se la sacra passione, nata per caso con la pizzeria d’asporto i fratelli Caponi, gli ha fatto mettere le mani in pasta. E in cucina.

La passione nata ben lontano dal settore arredamento e architettura in cui lavorava come responsabile per un’azienda. Ma passare dai contenuti di design a quelli della pizza e della cucina, posso assicurarlo, è un passo breve.

Vincenzo Pagano ristoratore non si dichiara pizzaiolo, in verità, anche se le pizze le sa fare tant’è che prepara gli impasti e partecipa all’evento Una Pizza per l’Estate 2021. A Casa Caponi ci sono comunque due pizzaioli. Anzi una pizzaiola, Maria Teresa Manzo, e un pizzaiolo, Lamin Darboe. In cucina, invece, c’è Raffaele Auricchio.

La storia

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata giardino
Vincenzo Pagano e Vincenzo Pagano

La storia dalla piccola pizzeria d’asporto si è allargata in questo appartamento, anzi, in questi due appartamenti con sale le une dentro le altre come si usava nelle case di un tempo. Ora il servizio è confinato all’esterno e per fortuna Casa Caponi ha un godibile giardino dove mi sono accomodato. Con tanto di selfie introduttivo con il mio omonimo.

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata montanarine

Temperatura perfetta insieme a quella del vino, una falanghina di Villa Raiano che accompagna il benvenuto. Due montanarine, la classica e la cacio e pepe (4,50 €). Ben fatte. Il servizio è spigliato e cordiale.

La pizza di Casa Caponi

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata pizza margherita

Più pizzeria o più ristorante? L’insegna dichiara pizzeria e, quindi, un assaggio è obbligatorio.

La margherita di Vincenzo Pagano è preparata con la biga ma ha i caratteri della pizza tradizionale con un cornicione lontano dagli schemi della canotto. Anche la consistenza è quella di old school con una tenacità che però non è fastidiosa (5 €).

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata stesura pizza

Il forno a gas asciuga velocemente e spesso rischia di lasciare umido il cornicione, ma il polso al forno c’è. Buona la scelta del pomodoro e corretta la sapidità degli ingredienti.

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata cantina
Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata cantina

Vincenzo Pagano confessa che è work in progress e si è affezionato al rito della maturazione dell’impasto nella cantina di Casa Caponi che all’occorrenza ha anche un tavolo per degustazioni. Corredato dai vini e dal lampadario degli insaccati e del provolone del monaco.

Gli spaghetti alla Nerano di Casa Caponi

spaghetti alla nerano Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata

La cucina non è un ripiego della pizzeria. Anzi. La stesa di carboidrati del menu prevede oltre alle pizze i primi piatti della tradizione.

In omaggio all’estate che arriva, ecco gli spaghetti alla Nerano. Pochi fronzoli e molta sostanza. Godibili quanto il giardino e le temperature (12 €).

La parmigiana di melanzane indorata e fritta

parmigiana di melanzane

Il piatto di pasta era dichiarato quasi mezza porzione. Sarà, ma qui non si lesina sulle quantità. Una parmigiana di melanzane può andare bene per guardare agli antipasti che diventano secondi piatti.

La scuola è quella salernitana con le melanzane indorate e fritte. Belle sostanziose dunque e con il pomodoro che fa la sua buona figura.

pane pizza

Il pane di accompagnamento è realizzato a partire dall’impasto delle pizze.

I dolci tradizionali di Casa Caponi

tiramisù Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata
tiramisù alle fragole Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata

Peschiamo dalla carta il classico dei classici per una pizzeria. Qui offerto in due versioni. Il tradizionale (4,50 €) e alle fragole (5 €). Un buon tiramisù che chiude il pranzo.

Il refill con la pasticceria Pepe

semifreddo ricotta e pistacchio Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata
delizia all'arancia

Due chiacchiere e un caffè con il tuo omonimo non te le vuoi fare? La storia di Casa Caponi dice della passione e della pancia che affiancano il lavoro “ordinario” fino a superarlo. L’impegno non permetteva più di seguire architetti e arredatori. Storia simile, annoto con confronto personale.

E ci si allunga tra misure, pergolati, graniglie e ovviamente asporto di questo malefico periodo di pandemia.

Casa Caponi pizzeria ristorante Torre Annunziata tavoli giardino

Al tavolo vietrese sotto il pergolato ci allunghiamo con un paio di dolci della pasticceria Pepe. I clienti che transitano verso l’uscita sono soddisfatti a testimonianza che l’omonimia ha prodotto solo curiosità reciproca.

Intanto l’indirizzo di Casa Caponi è finito nella mia rubrica e il mio consiglio è andare ad assaggiare la pizzeria ristorante di stampo tradizionale. Anche quando il servizio sarà possibile al chiuso nelle stanze di architettura napoletana. Proprio come si usava un tempo.

voto recensioni Scatti di Gusto 2,5

Voto: 7,5/10

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Francesca Brunzo

Francesca Brunzo

Curiosa per natura, diffido dalle certezze assolute. Preferisco capire piuttosto che seguire, osservare piuttosto che giudicare. Non mi interessano le mode, mi interessano le idee. Osservo, faccio domande e cerco risposte. Credo che il senso critico sia il miglior ingrediente di ogni racconto. Se questo passa attraverso il cibo, tanto meglio.

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