Nel titolo c’è Paco Linus, ma la nuova pizzeria a Napoli del founder del Gruppo La Piccola Napoli – ora costituita in associazione, la terza in città – c’è anche l’apporto di Luca Iannicelli.

Distorsioni da titolo per aumentare letture?

No, anche se è vero che questo pizzaiolo “anomalo” ha costruito il suo personal branding a colpi di acquisizione di iscritti al gruppo sulla pagina Facebook. È un motore di iniziative continue come il record del maggior numero di pizze sfornate andato a cogliere in Svizzera con un pugno di fedelissimi. E lo abbiamo ritrovato al Campionato Pizza Doc, uno dei figli di maggior successo del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo che si svolge sul lungomare partenopeo.

E quindi ecco Paco Linus insieme al suo amico a convertire nel mondo reale i like che furoreggiano sulla pagina e a mettere in pratica le teorie che affollano le domande e i question time serali dei pizzaioli della community feisbucchiana.

Qual è la migliore farina? Paco Linus risponde Mulino Caputo, rossa o blu a seconda delle temperature.

Migliore la biga o il poolish? Diretto ignorante è la risposta.

Idratazione alta o altissima? Quella necessaria per evitare che nel cartone dell’asporto la pizza diventi un soufflè umidiccio.

Capita la filosofia? Old style ma con applicazione contemporanea.

Uno sguardo al passato, un’app sullo smartphone, una lisciata al mercato con le pizze che tutti vogliono (il menu potrebbe saziare la fame del Conte Ugolino), ma soprattutto un impasto e farciture da manuale, frittatine, fritte e fritti che “azzeccano” il beato cliente al muro tipo stencil (come si usa commentare nei post neo-atomici del gruppo).

I prezzi sono pop come ci si attende da una pizzeria in zona stadio San Paolo a Fuorigrotta, popoloso quartiere abituato a destreggiarsi tra pizze al tavolo, “bancarelle” della portafoglio e – ovviamente – asporto quando c’è da vedere il Napoli in tivvù e a far deflagrare le emozioni da goal e da rigore.

Quindi ci vuole una pizza di sostanza e il duo Paco Linus & Luca Iannicelli è attrezzato su questo fronte proponendo le classiche, le tradizionali e quelle anni ’80 (come la Mimosa che sarebbe fior di latte-mais-panna-prosciutto cotto o la chef con panna e prosciutto) utilizzando però ingredienti di qualità.

Perciò la margherita è la margherita, ma la salsiccia e friarielli – mio benchmark nel periodo del Generale Inverno – è quella da preferire: da mangiare al calduccio dell’abitacolo in direzione casa con le grandi manovre “anti insivamento” (sbrodolamento da grassi per i diversamente napoletani) o da assaggiare senza il cartone sul paio di tavolini della pizzeria (a proposito, pizzeria da asporto significa che si compra la pizza ma non la si consuma in loco, questo a beneficio dei commentatori che sul post di avviso apertura hanno avuto da ridire sulle dimensioni della sala).

Io mi sono concesso anche il piacere di una pizza bianca con pancetta e un assaggio con mortadella e pistacchio.

L’elenco è torrenziale e non mancano i neo-classici come la Pub, cioè la famigerata würstel e patatine, o la inevitabile pesto.

Quello che metterà d’accordo tutti ma proprio tutti sono i prezzi come detto pop: marinara a 3 €, margherita con il tradizionale fiordilatte a 3,50, Doc, ovvero margherita con mozzarella di bufala a 6 € che poi ti chiedi perché mai dovresti fare simile esborso rispetto alla corposa salsiccia-friarielli-provola che viene via a 5 €.

Ecco, l’ho confessato il mio conflitto di interessi con la salsiccia e friarielli.

Vince sempre, almeno fino ai primi caldi. GNAM

Pizzeria Paco Linus & Luca Iannucci. Piazzetta Cumana, 8. Napoli. Tel. +39 081.3045138