Il meglio della settimana tra i vini di Nossiter e il cibo a ParigiTempo di lettura: 2 min

Ed eccoci al tradizionale appuntamento del rewind settimanale. Continua anche in questa settimana di preludio alle attività lavorative il racconto di bevute stratosferiche e di backstage multipli, insieme ad un comfort food postsbronza. Sono gli ultimi lampi di un fine anno gastronomicamente interessante.

Poi arriva il bagno di realtà. Il risveglio è sul carovita, lenito (si fa molto per dire) dai ritocchi ai listini della buvette di Montecitorio, un caso da manuale di classe dirigente solidale con il popolo. Intanto gli ambientalisti gridano al vuoto legislativo: è sparita la norma che mette al bando le buste di plastica.

Scompare anche la dicitura “favorisce la digestione” dalla pubblicità del Gran Soleil di Ferrero: una vittoria dei consumatori?

Poi esplode la polemica sul caro vini al ristorante: Jonathan Nossiter mette sul banco degli accusati un manipolo di ristoratori romani, troppo solerti nell’eno-ricarico e poveri di fantasia. A raccontare i fatti c’è Andrea Petrini, a commentarli Alessandro Bocchetti.

Aggiungono un tot di Eros le belle didascalie di Michele Bonati ad una selezione fotografica di fine anno. Poi scoppia l’affair cenone a Palazzo Chigi: Calderoli tuona contro il festino del millefoglie orchestrato dalla first lady (ma che questo sia il dolce che ha allietato le ultime ore dell’anno a casa Monti è solo un ipotesi del tenente Drogo). Poi il vino torna al centro della scena con l’articolo sulla campagna immagine dell’AIS e con la scheda di Black Mamba su Oreno 2009 della Tenuta Sette Ponti.

Parigi, ci riprova il Lapérouse, ristorante della Belle Epoque, ex tristellato in cerca di una nuova occasione mentre Giulia Murdocca ci rinfresca le idee su qualche incontournable della dolce vita parigina.

Crêpescaramelle mou di Stéphane Betmon per la Befana: non solo Francia nel ricettario di Scatti di Gusto. Ci sono anche il porridge con gli avanzi del panettone, gli scauratelli cilentani di Daniela Delogu e la crème brûlée versione italiana anni Novanta di Massimiliano Sepe.

Côté ristorazione: nello spazio interstellare (e per fortuna anche a Roma) arrivano i panini gourmet di Food on the Road e Lorenzo Sandano racconta la sua speciale notte di San Silvestro al Serendepico.

La settimana volge al termine: niente candidatura Unesco per la pizza, inquietanti rivelazioni d’Oltreoceano sulla ricetta di una bibita Pepsi, scoraggianti notizie dal mercato dell’olio e memorabili mangiate del grande schermo. Poi arriva l’indirizzo da salvare: 44, Rue d’Argout, Parigi. C’è Blend, l’hamburgeria con la carne del più grande macellaio di Francia a due passi dal Louvre.

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