Che Stefano Callegari abbia scelto come sede di Sbanco! l’Appio Latino probabilmente non è mistero da tempo; mi interrogo però se tale decisione sia una metafora, autocelebrazione di un modus operandi gastronomico che sta abbracciando la Capitale con i suoi fazzoletti di pizza e sta incoronando il suo ideatore Re di Roma, appunto.

La città per Stefano non è solo una sede, è un incubatore, catalizzatore di una realtà come quella del Trapizzino che si vede catapultata oltreoceano, a New York e a Tokyo.

Sbanco invece rimane con i piedi per terra (al momento), l’unica sede è a Piazza Zama.

Il bancone è l’elemento distintivo, cede il nome al locale e si staglia con prepotenza; lo si intravede imponente anche dalla strada.

Confortante è lo staff che presta particolare attenzione alla clientela dall’inizio alla fine del pasto creando un atmosfera informale e particolarmente piacevole.

La scelta è quindi obbligata, che (s)banco sia. Obbligato è anche l’ordine del fritto, supplì classico (2,50 €) e mozzarella in “carrozza” Spicy (5,00 €) sono le nostre scelte.

Il supplì è particolarmente ben riuscito, una panatura perfetta racchiude come uno scrigno il riso e il ragù. Il primo è morbido (ma non colloso) mentre la salsa domina la scena a fronte di una mozzarella sottotono rispetto agli altri ingredienti, niente di grave perché l’esecuzione nel complesso è eccezionale, bravo.

La mozzarella in “carrozza” gode ovviamente della stessa panatura ma la distribuzione degli ingredienti è disomogenea con una piccantezza eccessiva provocata dalla ‘nduja che non viene bilanciata dal fior di latte. Forse un gradino sotto il supplì che, meno pretenzioso, ottiene un risultato migliore.

La prima pizza ad arrivare è la margherita (7.50 €), purtroppo leggermente bruciata: la cottura soffre di un sabato sera particolarmente impegnativo che quasi ingolfa il forno.

Il pomodoro presenta una nota acidula troppo aggressiva, non cade in difetto la lievitazione che offre una pizza nel complesso leggera.

Lo stesso non si può dire della Mastunicola (9 €), pizza con pecorino, pepe, noce moscata e lardo lavorato con sale.

Le premesse erano chiare dal menù, la pizza è particolarmente sapida. Un condimento che si sarebbe rivelato rischioso, ma il disco di pasta è lievitato e cotto a regola d’arte non presenta imperfezioni ed è lasciapassare perfetto per un’esperienza, oserei dire, vigorosa.

Pur non toccando gli standard di Trapizzino, Sbanco è una tappa obbligatoria per gli amanti della pizza: il costo è contenuto e la sostanza c’è tutta.

Io ve lo raccomando, ovviamente al banco.

PS. Sbanco la domenica è aperto da mezzogiorno alle 3 di notte. Ora non avete scuse per non allardiarvi un po’.

Sbanco. Via Siria, 1. Roma. Tel. +39 06.789318

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