«Boccone, pezzo di pane, focaccia» è l’etimo di quella che oggi, grazie alla cultura napoletana, chiamiamo pizza.  E se la definizione linguistica e culturale si trova a Partenope la sua evoluzione ormai si disloca (anche) nelle altre città della penisola.

Roma non è esclusa dal processo e la glorificazione del piatto non è dovuta solamente alla sua simbolicità ma al contributo reale che danno i suoi professionisti e tra questi è impossibile ignorare Pier Daniele Seu.

Romano fino al midollo, ha lavorato negli anni per perfezionare la sua tecnica e dare un’interpretazione personale della pietanza, infondendogli un carattere quasi anarchico e confezionando un prodotto che si distingue nella scena capitolina.

Fedele allo spirito è anche il locale, Illuminati, situato a Trastevere, che si caratterizza per l’ambiente moderno, un connubio di marmi e neon.

Seduti al tavolo, il servizio – che ha belle cartucce nella carta vini – non si fa attendere (Verdicchio Le Oche a 21 €).

E nemmeno gli antipasti.

Cominciamo con un supplì alla carbonara (3,5 €). La panatura è croccante. Palesemente di scuola Bonci, ne richiama la struttura. Il riso compatto basterebbe per incoronarlo già come miglior antipasto della serata se non fosse per la sapidità quasi pungente a fine boccone.

Poco male: a ristabilire l’ordine è il supplì classico (2,5 €), dotato ovviamente della stessa panatura non soffre per il ripieno. Praticamente perfetto.

Segue poi la frittatina (3,5 €) che si discosta dalla tradizione napoletana con un esterno croccante che avvolge la ricetta consueta. Un must da provare.

La parmiggggianina (4 €) si fa quarta egida della panatura. Le melanzane non riscuotono grande successo al tavolo, ma il concetto è interessante e speriamo che Pier Daniele lo riesca a sviluppare a dovere. Anche questa da provare.

La prima pizza è la DOP, margherita con mozzarella di bufala (10 €). Si erge su un cubo metallico per un’esperienza di condivisione e pur essendo unanime il giudizio positivo sull’impasto, che risulta leggermente gommoso ma ben cotto e scioglievole in bocca, lo stesso non può dirsi per il latticino dalla spiacevole consistenza.

Simile è la pizza parmigiana (12 €) che, pur soffrendo degli stessi difetti dell’antipasto, viene adagiata su un disco da manuale per cottura e consistenza.

“Maggica” è invece il nome della pizza e l’esperienza che ne scaturisce alla degustazione (13 €). Ispirata alla recente vittoria della squadra di calcio capitolina contro il Barcellona in Champions League, la pizza emozionerà anche chi (come me) di calcio non ne mastica.  Un twist della marinara e una torsione delle papille gustative.

Al primo boccone è l’alice a imporsi, affonda poi lentamente nelle diverse consistenze di pomodoro, l’oliva taggiasca riempie nuovamente il palato per lasciare poi spazio ai pinoli che neutralizzano la sapidità precedente. Pizza eccezionale da aggiungere all’elenco della Pizza della Settimana.

Chiudiamo con il benchmark di riferimento, la margherita classica con il fiordilatte, che sarà anche per voi un buon banco di prova nella sua rassicurante semplicità (8 €).

La proposta di Pier Daniele ci aveva già convinto al Mercato Centrale e la presenza di nuovo luogo di culto per la gastronomia romana ci entusiasma. Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti che noi andiamo a rivedere la classifica delle migliori pizzerie di Roma.

Seu Pizza Illuminati. Via Angelo Bargoni, 10 – 18. Roma. Tel. +39 06 588 3384

La migliore Pizza della Settimana

  1. La Liquirizia in giallo di Sasà Martucci a Caserta
  2. La Capricciosa soffice di La Pizzeria Nazionale a Milano
  3. La Fior di Formaggi di Da Zero a Milano
  4. La Quattro Latti di Gino Sorbillo a Napoli
  5. La Radicchio Affumicato di Cenerè a Milano
  6. La Assaje di Assaje a Milano
  7. La Salsiccia e friarielli in 3 indirizzi imperdibili a Napoli
  8. La Senza Lievito di Renato Bosco a Verona
  9. La Sardegna di Gino Sorbillo in versione Gourmand a Milano
  10. La stellare Agro Romano della Gatta Mangiona a Roma
  11. Lazio di Pizzium a Milano
  12. La Pizza che Unisce da Ciro Oliva nel segno Unesco da Concettina ai Tre Santi a Napoli
  13. La Campania Mia di Giuseppe Pignalosa a Le Parùle di Ercolano
  14. La Viola di Lievità a Milano
  15. La Soffritto di Gaetano Genovesi a Napoli
  16. La Rustica con Fior di Latte e salsiccia di Briscola a Milano
  17. La Genovese di Angelo Pezzella a Roma
  18. La Mastunicola di Sbanco a Roma
  19. La Ventricina di Dry a Milano
  20. Hamilia, cioè la via emiliana alla pizza a Milano
  21. La Bianco Tanagro di Da Zero a Milano
  22. Le 25 migliori pizze dei 25 anni della Taverna in Porta Vittoria a Milano