Probabilmente siete già in fila davanti alla nuova pizzeria di Salvatore Lioniello aperta da qualche giorno a Succivo.

Una pizzeria di cui si dice un gran bene e non solo per la pizza che molti hanno già assaggiato nel vecchio locale di Orta di Atella.

La pizza di Salvatore e Michele Lioniello piace non solo perché è una delle massime espressioni della pizza canotto oggi disponibili insieme a quella di altri due campioni come Carlo Sammarco e Francesco Martucci.

Piace perché piace la nuova pizzeria, perché piace accomodarsi ai tavoli con le sedute iper comode, perché c’è la giusta illuminazione e si riesce ad ascoltare la selezione musicale di sottofondo che accompagna la prima vera esperienza di degustazione di una pizza napoletana. La fanno anche altri pizzaioli della nuova generazione, ma qui c’è connubio mai visto tra impasti, farciture, cotture, design, architettura e musica.

Non me lo sarei aspettato a Succivo che di colpo è diventata la filiale gastronomica di altri luoghi dedicati alla pizza, Napoli soprattutto che al momento non può opporre nessuna realizzazione di tale fattura.

L’asticella è stata alzata di colpo oltre l’immaginabile dall’architetto salernitano Diego Granese perché questa è in tutto e per tutto una pizzeria da grandi numeri con oltre 500 presenze a sera e non un’isola per pochi fortunati.

A guardare il menu c’è quasi da non crederci che a tale contenitore di formale pulizia siano associati prezzi popolari (margherita a 5 € e marinara a 4!) per pizze che sfoderano un impasto da manuale e farciture con ingredienti nella parte alta, altissima, dell’immaginario collettivo.

Due forni nella postazione principale, uno dedicato alla pizza gluten free (di prossimo servizio) e poi la sala che si allunga con il corridoio di servizio per velocizzare le operazioni in sala. Bella da vedere e l’ho fotografata.

Come ho fotografato i tavoli tondi destinati a chi vuole provare una degustazione a spicchi condividendo con i commensali le diverse pizze.

Salvatore Lioniello è davanti ai forni e ogni tanto c’è qualcuno che scatta una foto. Mi accodo.

Sono veloci ma attenti.

Torno al mio posto e aspetto la pizza, anzi le pizze che condivideremo.

Ci sarà una Pizza della Settimana, quella da incorniciare?

Sì, secondo me sì. È la Don Agostino (11 €) dal nome dello chef, Agostino Malapena, che l’ha proposta a Salvatore Lioniello. Una parmigiana di melanzane scomposta perfetta per salutare questa estate e questa nuova apertura che dice una verità importantissima a chi ancora vedeva pizza e pizzeria come un ripiego gastronomico.

Le nuove pizzerie sono “ristoranti di pizze”, nel senso che hanno acquisito uno status superiore che si libera dalle obsolete categorie del mandolino per costruire contenitori contemporanei che fanno a meno di tovaglie a quadretti, seggiole scomode e rumore infernale in sala.

Tenetelo a mente quando scegliete una pizzeria.

E se siete Da Lioniello, oltre a una bella Don Agostino, assaggiate una Nerano con le zucchine (9 €), altro tributo a questa bella estate di pizze.

O la Primavera (7 €) che è il segno del rinascimento della nuova pizza napoletana che diciamo canotto o che qui a Succivo è #diversamentenapoletana ma buonissima.

Da 10 e lode.

Fidatevi. E abbiate pazienza per la sala in rodaggio che sono i primi giorni. Ne vale la pena.

Pizzeria Da Lioniello. Via Murelle, 1. Succivo (Caserta). Tel. +39 0818910783

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